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Moncalvo, Santuario di Crea, Montiglio, Cocconato.



Moncalvo, Santuario di Crea, Montiglio, Cocconato.

Luoghi: Moncalvo, Santuario di Crea, Montiglio, Cocconato.

Lunghezza e durata: Circa chilometri chilometri da percorrere nell’arco di un fine settimana.

Modo di percorrenza: In automobile.

Descrizione

L’itinerario parte da Moncalvo, una ventina di chilometri a nord di Asti, borgo a circa 300 metri di quota, dal quale si ammira il verde paesaggio collinare del basso Monferrato, fra le valli del Tanaro e del Po. Passeggiando nel centro storico si incontrano numerosi palazzi storici, come il Magnacavalli, in seguito chiamato Testafochi, che risale al primo Cinquecento ed è stato poi ristrutturato nel Settecento; il Dal Pozzo, il cui corpo più basso risale al Seicento e il resto è stato aggiunto nell’Ottocento; e il Manacorda, oggi sede della Cassa di risparmio di Asti, edificio rinascimentale dallo splendido soffitto a cassettoni lavorato, che testimonia della ricchezza di Moncalvo nel Cinquecento. Lo scorcio più noto è probabilmente quello di Casa Lanfrancone, bell’esempio di neogotico in stile medievale. Del castello, le cui prime notizie sono del 1133, sono sopravvissuti solo pochi resti. Su piazza Garibaldi affaccia il bel teatro comunale edificato negli anni ’70 dell’Ottocento, nel luogo dove un tempo si svolgeva il mercato delle granaglie. La chiesa di San Francesco ha un’origine incerta: secondo alcuni studiosi risale al dodicesimo secolo, per altri al quattordicesimo. Dopo un crollo a metà del Seicento, la chiesa fu ricostruita, per poi essere rimaneggiata a più riprese nei secoli successivi. Al suo interno ci sono numerose opere di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, valente pittore di fine Cinquecento e inizio Seicento, e di sua figlia Orsola Maddalena, in stile manierista controriformista piemontese. Fra queste spiccano il martirio di Sant’Orsola e l’adorazione dei Magi fra quelle di Guglielmo, e la nascita di San Giovanni Battista fra le opere di sua figlia Orsola.

Poco più di cinque chilometri in direzione del Po conducono fino al santuario del Sacro monte di Crea, immerso nei boschi di un parco naturale di 47 ettari, a quota 447 metri. Di origine romanica, la chiesa dedicata a Maria Assunta fu ampliata verso la fine del Cinquecento, e quindi nel Seicento quando fu costruita la facciata, il cui mosaico che rappresenta l’assunzione di Maria è però del 1953. All’interno sono conservate opere di valore quali il ciclo di affreschi quattrocentesco che raffigura le storie di Santa Margherita di Antiochia, la Madonna con Bambino e santi di Macrino d’Alba, del 1503, e la statua lignea duecentesca della Vergine. Il Sacro monte, progettato nel 1589 da Costantino Massa, contava inizialmente 15 cappelle; oggi sono 23. Le statue policrome in terracotta che le adornano furono realizzate fra fine Cinquecento e inizio Seicento da artisti del calibro di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Giovanni e Nicola Wespin detti i Tabachetti, Giovan Battista della Rovere detto il Fiamminghino. Le cappelle scandiscono l’ascesa sul monte, fino a quella dell’incoronazione di Maria o del Paradiso, sulla vetta del monte davanti a uno splendido panorama del Monferrato, con il grande gruppo plastico di 175 angeli appeso al soffitto.

Raggiunta la strada statale 590 in una ventina di chilometri in direzione ovest, risalendo la valle del torrente Stura, si raggiunge Montiglio, un altro bel borgo tanto panoramico quanto rinomato per l’eccellente enogastronomia. Il suo castello deve il suo attuale aspetto alle ristrutturazioni e aggiunte settecentesche, ma risale al nono – decimo secolo, quando già costituiva una roccaforte del marchesato di Monferrato. La sua struttura originaria era fatta di torri indipendenti le une dalle altre, cui corrispondevano addirittura diversi feudatari: per esempio nel 1224 il castello era per due terzi del marchese di Monferrato e per un terzo dei signori Vassalli. Della struttura medievale rimane una parte del piano terra, con le cucine dalle alte volte a mattoni con locali ipogei e diversi pozzi. Accanto al castello sorge la cappella di Sant’Andrea, che contiene un magnifico ciclo di affreschi trecentesco sulla vita di Cristo. Si resta colpiti dalla vivacità dei colori e dalla cura dei dettagli. Ignoto l’autore di questa meraviglia, probabilmente un pittore di scuola lombarda. A Montiglio c’è anche la splendida pieve dedicata a San Lorenzo nel 1180, realizzata nella pietra vulcanica “cantone” di cui all’epoca esistevano diverse cave nella zona. All’esterno, nella parte superiore dell’abside, ci sono alcuni volti di mostri che avevano una nobile funzione: tenere lontani gli spiriti maligni. Su uno dei capitelli all’interno della chiesa ci sono due personaggi che, a seconda dell’interpretazione, sono Adamo ed Eva avvolti nelle spire del peccato, oppure due vignaioli che pigiano l’uva, o ancora due fauni; altri due, uno di fronte all’altro, rappresentano rispettivamente l’agnello, cioè il bene, e la “manticora”, una mangiatrice di uomini, cioè il male; in un altro due sirene bifide stanno a indicare che la donna costituisce una pericolosa distrazione per l’uomo sulla strada di Cristo.

A poco più di cinque chilometri da Montiglio si sale a Cocconato, che in latino significa “con sforzo” (cum conatu), a memoria di quando si saliva ai suoi 491 metri a cavallo, se non a piedi. Questo centro di alta collina ha un clima molto favorevole, che permette la crescita di piante quali palme, ulivi e mimose. A Cocconato c’è l’elegante palazzo comunale quattrocentesco, raro esempio piemontese di edificio civile in stile gotico, dalle finestre in cotto decorato. Sul cortile con portici a sesto acuto affacciano piccole botteghe artigiane. Lungo la centrale via Roma, che sale fra case antiche dai balconi in ferro battuto e i portoni in legno scolpito, si raggiunge la seicentesca chiesa della Santissima Trinità, dalla facciata però settecentesca, che conserva un dipinto attribuito alla scuola del Moncalvo.

Comune: Moncalvo
Provincia: AT



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