Facebook
Home > Altri_Comuni > Mombaruzzo

Mombaruzzo



Mombaruzzo

Da questo piccolo paese posizionato tra due colline si gode di un panorama spettacolare e di un’atmosfera d’altri tempi.

Passeggiando per Mombaruzzo si percorrono strade ripide strette tra alti palazzi antichi con portoni rinascimentali e s’incontrano luoghi ricchi di testimonianze artistiche, come la piazzetta del cimitero vecchio, antistante la chiesa di S. Maria Maddalena, imponente edificio di origine romanica, ma più volte rimaneggiata. La medievale Torre Civica domina il nucleo più antico del paese.

Mombaruzzo è noto, inoltre, per la sua specialità dolciaria, gli amaretti, che ancora oggi vengono confezionati da biscottifici locali secondo l’antica ricetta.

Storia

L'origine della Comunità è ignota: ne testimoniano l'antichità i numerosi toponimi liguri, celti e romani, nonché la presenza di una Pieve, nel tardo periodo imperiale romano.

La ferocia degli Ungari che dal 889 invasero quello che dopo alcuni secoli diventerà l'Alto Monferrato, seguita dalle scorrerie dei Saraceni che nel 933 si spinsero fino ad Acqui divenne un incubo per le popolazioni locali. Sarà poi Aleramo, alla testa degli uomini di Acqui, nel 940 a Vinchio sul Colle dei Saraceni,a sconfiggerli e ad allontanarli da queste terre.

In seguito a queste scorrerie, che non hanno risparmiato anche la Pieve di Mombaruzzo, gli abitanti si videro costretti ad abbandonare il primo insediamento ed a trasportare il Fonte battesimale nella chiesa di S. Maria Maddalena sul "bricco" dove aveva preso vita il primo nucleo di Mombaruzzo. Non sapremo mai quando i primi abitanti lasciarono la valle Cervino per risalire la collina e sistemarsi sulla "rocca" dove sorgerà "montebarucium" , certamente gli avvenimenti storici risalgono a prima del Mille.

Una pergamena custodita presso l'Archivio Vaticano, in data 999. Parla di una donazione di terre alla Chiesa d'Acqui "in Montebarucio Castello". Il Durandi parla di una donazione di terra del 1014 a favore del Monastero di S. Benigno di Fruttuaria.

Gli uomini di Mombaruzzo furono sempre legati ai marchesi di Monferrato e questa loro fedeltà venne messa a dura prova nel giugno del 1230 quando gli uomini della Lega Lombarda assediarono le sue mura e dopo quindici giorni mettevano a ferro e fuoco tutto l'abitato.

Nel medioevo Mombaruzzo controllava la strada maresca che dai porti di Voltri e di Savona le merci toccavano Acqui e poi Mombaruzzo prima di raggiungere i ricchi mercati delle Fiandre. Una conferma ci viene nel 1290 quando gli uomini di Mombaruzzo imprigionarono quattro mercanti astesi chiedendo ai parenti un forte riscatto. Per tutta risposta Asti accampava le truppe astesi nei prati d'Incisa al fine di indurre il marchese a mediare per la liberazione dei loro cittadini, ma a nulla valse la forza perché il riscatto venne pagato.

La prosperità di Mombaruzzo proseguì fino a quando Genova assoggettò Savona e nel 1528 interrò il porto e costruì il Priamar. Da quel momento le merci non transitarono più per Savona ma nel porto di Genova e per altre vie raggiungevano il nord Europa. Per Mombaruzzo fu la fine. Tutta la nobiltà mombaruzzese chiese ed ottenne la cittadinanza di Casale, molti chiusero bottega e si allontanarono. L'indigenza del paese è ben riscontrabile nelle numerose petizione che gli uomini di Mombaruzzo indirizzavano ai marchesi di Monferrato per ottenere degli sgravi per il cattivo stato in cui versava il paese e la popolazione.

Alle dissestate finanze facevano da contraccolpo le guerre che periodicamente martorizzavano la popolazione. Il Monferrato era perennemente in guerra a causa delle mire espansionistiche dei Savoia che a loro volta non essendo particolarmente forti sul piano militare si alleavano alternativamente sia con i Francesi o con gli Spagnoli, tanto che molte volte nel tempo di una guerra le alleanze si potevano anche capovolgere.

Il 20 marzo 1625 i Francesi per la seconda volta entrarono nel ricetto di Mombaruzzo compiendo ogni tipo di atrocità. Forzato il portone della chiesa di S. Maria Maddalena passavano a fil di spada tutti quelli che erano dentro tanto che il sangue raggiunse il pozzo medioevale posto a cento metri nei pressi del Vicolo Scaletta.

Nel 1641 le truppe Francesi assediavano Cuneo e le operazioni andavano per le lunghe. Circa 700 soldati fra Italiani e Francesi si ammutinarono perché non ricevevano le paghe e si portarono a Mombaruzzo dove si rinchiusero nel ricetto. Il marchese Del Vasto al soldo degli Spagnoli si accampava nei pressi delle mura di Mombaruzzo e con l'ausilio di sette cannoni smantellava una parte consistente di mura. Vennero anche scavate delle gallerie per far saltare le mura con la dinamite ed una di esse è ancora presente. Entrati nel ricetto con la forza, gli Spagnoli uccidevano tutti gli ammutinati.

Sotto i principi di Savoia il paese conobbe una certa tranquillità anche se non sono mancate occupazioni di armati, l'ultima è del dicembre del 1944, e pesanti contribuzione a carico della comunità.

Provincia: AT
Superficie: 22,11 km² Km2
Abitanti: 1.146
Nome abitanti: Mombaruzzesi
Santo patrono: Santa Maria Maddalena
Giorno festivo: 22 luglio
E-mail:
Web: Visita il sito

Alberghi
  La Villa Hotel

Ristoranti
  La Villa Hotel

Location per eventi
  La Villa Hotel



realized by  Acktel S.r.l.